"La leggerezza si associa con la precisione e la determinazione,non con la vaghezza e l'abbandono al caso" Italo Calvino

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10 nov 2014

Dei Banchi Nuovi Mischia Francesca: SS.Cosmo e Damiano's Led


Protettori di medici e cerusici sono i Santi Cosmo e Damiano: nella bella piazzetta detta dei Banchi Nuovi, essi avevano una chiesa dedicata e dunque, all’arte dei Barbieri factotum della città.
Oggi la piazza ospita questo locale un pò kitsch un pò mischia francesca ma pur sempre un’operazione di rivitalizzazione di un luogo altrimenti abbandonato.
Per descrivere dello stato attuale della vecchia chiesa dei Santi Cosmo e Damiano, e del nuovo locale appena aperto presso l’antico edificio, userò appunto una espressione partenopea: Ammischiafrancesca, o Ammisca francesca o Misca francesca. Ditrettamente dal Francese  mêlée, è un combattimento medievale disorganizzato, incasinato= mischiato. E dunque da buoni partenopei, la mischia francese è diventata mischia franscesca.
Fuori da ogni dubbio, lo stato attuale dell'edificio dei SS.Cosmo e Damiano, è chiaramente una mischia francesca: chiedo al gestore del colorato locale il perchè abbia inserito il volto di Anna Magnani tra Eduardo, Sofia, Totò, e lui mi risponde “perchè due uomini e due donne, mica ci potevo mettere Tina Pica”. E giù, di mischia franscesca.
Ma partiamo dall’inizio: il 9 ottobre del 1569, di sabato, venne a Napoli tanta di quell’acqua per tutto il giorno fino alle sette del mattino dopo, che ci furono danni ovunque. Tanta acqua che cadde e scivolò in discesa da S.Sebastiano a Santa Chiara e dritto dritto, che crollarono tutte le case che stavano in questa piazzetta che ancora non era dei Banchi Nuovi Mischia Francesca, lasciando dietro sè una profonda voragine e a vista rovine che furono interpretate come antiche carceri. Tra le macerie, 24 morti e una gallina sopravvissuta beccandosi a quanto pare il petto; anche una notizia del Capasso, può essere mischia francesca.
I mercanti che intanto avevano le loro logge o Banchi già a piazza dell’Olmo, ma che per le turbolenze accadute sotto il governo di don Pedro de Toledo -riguardo al rifiuto di impiantare un tribunale dell’Inquisizione spagnola a Napoli (1547)- ebbero grave danno da queste rivolte e i Banchi vecchi distrutti: comprandosi i terreni della alluvione recente, nella piazza mischia francesca attuale, i mercanti pensarono di re-impiantare i Banchi Nuovi qui e vi si radunavano due volte a settimana (1570). A quel punto gli affari non andarono bene, perchè troppa gente si riuniva in questo poco spazio, e la cosa si faceva pericolosa, quasi...mischia francesca....e i terreni dei Banchi furono rivenduti ad Alfonso Sanchez Marchese di Grottola e da questi alla Comunità dei Barbieri che vi trasportarono la loro chiesa dedicata ai santi protettori: Cosmo e Damiano. La Marchesa di Grottole quindi, per duemila ducati cedette i terreni ai Barbieri (d’Engenio, citato da Capasso) e questi fecero costruire la chiesa ai Padri dell’Oratorio: nel 1616 apriva al culto la chiesa dei S.Cosmo e Damiano, protettori di cerusici ovvero chirurghi e barbieri, che poi cavavano anche i denti (anche quest’arte per noi moderni sembra mischia francesca).
Di ciò che conteneva la chiesa, enumerato dal Capasso, non v’è più traccia nelle attuali condizioni che un video di recente istallazione (2013  http://www.youtube.com/watch?v=O1fIMkYI7xI ) mostra all’interno, e nemmeno del marmo bianco con la data MCCCCLXXXIII con l’intaglio dell’emblema dei barbieri qui trasportato all’epoca della sua erezione. Il vicolo che scende a sinistra della facciata, la calata dei SS.Cosmo e Damiano, fu aperto da Alfonso Sanchez alfine di isolare le proprie proprietà (Le Notizie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli, 1692).
Altre fonti ci rassicurano del fatto che l’adunata dei Mercanti presso i Banchi Nuovi non era vista bene (Le tradizioni popolari, spiegate. Seconda ed. - Napoli, Tipogr. del Vecchio 1843), e che fu un bene trasformarla in una chiesa dei barbieri: si rischiavano mischie francesche con troppi soldi e troppa gente in piccolo spazio, appunto.
In altro trattato è chiarito come i nostri Banchi non risalgano a più del XV secolo: ai banchi di liberi professionisti proto-banchieri si facevano computi con abachi e si depositavano somme. Genovesi e Toscani sono trai primi a Napoli, e la Camera della Sommaria a Castel Capuano ne teneva i libri (dal 1511 al 1604): chi voleva esercitare la professione di banchiere doveva versare 40.000 ducati, ma visti gli innumerevoli fallimenti, nel 1533 la malleveria fu accresciuta a 100.000 ducati (Quadro storico-analitico degli atti del governo de' dominj al di qua del faro, ovvero Manuale per gli uffiziali giudiziarj ed amministrativi opera compilata da Francesco Dias, 1833).
I banchi che stavano ormai nella piazzetta Banchi Nuovi dal governo vicereale malvisti, furono gradatamente abbandonati per i Banchi delle opere pie e religiose in pieno clima riformistico, certamente più stabili.
Quello che colpisce di questa chiesa è la facciata barocca inscritta negli archi a tuttosesto di piperno della loggia: la chiesa si è adattata al vecchio uso dei Banchi, inglobandovisi: un meraviglioso esempio di sopravvivenze e di moderni abbandoni e riusi. Non fa specie che le due ali laterali fossero da decenni destinati a attività : dove oggi c’è il locale led che le foto hanno fermato nello stile surrealista di rossi e blu, dove la musica latina è sparata a palla, un tempo c’era un vecchia tipografica. Cambiano i tempi e cambiano le attività: coglie di sorpresa in questa piazza celebre per le scene di numerosi film ambientativisi, questa nuova installazone colorata, ma è ormai palese: piazza Banchi Nuovi dei Santi Cosmo e Damiano Mischia Francesca.

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