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I capolavori di Caravaggio per una passeggiata romana

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Cappella Contarelli Questa nuova avventura ha i confini imprecisi del genio: quello di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Autore lombardo ma che in Lombardia non ha lasciato nulla, poichè la sua fortuna e il suo destino si compiono fatalmente a Roma nei pochi anni a cavallo tra la fine del 1500 e gli inizi del '600.  La sua vita tumultuosa ricostruita attraverso i testi, e le strade della sua vita, intorno a quel Campo Marzio che fu il teatro delle sue perdizioni e dei suoi capolavori. I tappa:  S.Luigi dei Francesi La chiesa della munifica Caterina dei Medici , oltre a copie di Raffaello di Guido Reni e opere del Domenichino che fece a Napoli la cupola della Cappella del Tesoro di S.Gennaro , possiede l'incredibile Cappella Contarelli , ove ormai defunto il cardinal Matteo, i suoi eredi per il Giubileo del 1600 affidano a Caravaggio tre dipinti della vita dell'omonimo santo. Tre composizioni esemplari che possono riassumere la vita e l'opera del genio nat...

Dimmi che Natività scegli e ti dirò chi sei

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Caravaggio, Natività 1609 Michelangelo Merisi da Caravaggio Natività con San Lorenzo e San Francesco (1609) Oltre alle luci e ombre del Sommo Caravaggio, ti rimane da riflettere sul fatto che la tela venne rubata forse da Cosa Nostra nel 1969 e da allora mai più ritrovata. Appena evaso da Malta, Caravaggio a Palermo fece questo splendido lavoro,  come sempre un pò in fuga: oltre a San Lorenzo e San Francesco che partecipano, San Giuseppe volge le spalle al pubblico per una chiacchiera. Il verde molto raro nelle opere caravaggesche qui compare, con una Madonna distesa e un pò malinconica attorniata da personaggi-viandanti-pellegrini. Plana dal cielo un angelo: dopotutto c'è bisogno di una rassicurante Gloria dall'Alto dei Cieli. Se hai scelto Caravaggio, hai scelto il nostro tempo. Luci, Ombre, fughe e rapimenti, e quel tanto di turbamento che ti pervade. Natività, Piero Della Francesca 1475 ca Piero Della Francesca Natività ( 1470-75 ca) Forse incompleta e ma...

Varcare la Porta Santa verso Ferdinando II re (3 gennaio a Roma)

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  Non è solo una questione di fede . E' anche una questione di fede ma anche di bellezza.  Comprende la storia millenaria, e un momento storico particolare: due Papi, un anno giubilare straordinario, una passeggiata nella veste barocca di Roma che riesca a convincerci non solo che "la bellezza salverà il mondo" ma anche che i nostri gesti simbolici sono i migliori auguri che noi stessi ci facciamo. Partenza da Napoli, ore 8. Cominciamo dalle ore 11.30 a varcare la Porta Santa di S.Pietro: la cerimonia ufficiale inizia nell'anno 1499 ad opera di Giovanni Burcardo , maestro cerimoniere di Alessandro VI, quel Rodrigo Borgia tanto discusso che pure diede grandioso impulso proprio al Giubileo. Molte cose sono cambiate da allora ( con Giovanni Paolo II nel giubileo dell'anno 2000 non si usa più il martello rituale per abbattere la porta ad esempio) . Passati dunque per il colonnato berniniano e attraversata la Porta Santa, ci accoglie immediatamente la Pietà ...

Il cavallo di bronzo di Donatello a Diomede Carafa: un impegnativo dono

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per l'immagine grazie: Ciro La Rosa La testa del cavallo di Diomede Carafa è tornata a casa restaurata, seppur nella versione copia di argilla che sostituì dopo la donazione degli eredi (1809) quella originale in bronzo. Completato il restauro, la copia è stata riposta al suo posto, nel cortile della dimora rinascimentale dei Conti di Maddaloni, in via San Biagio dei Librai. Nel 1471 la protome equina fu inviata a Napoli, opera di Donatello incompiuta per quel monumento equestre che Alfonso il Magnanimo non fece in tempo a farsi erigere per la splendida porta del Castel Nuovo. La regalò nientemeno che Lorenzo de' Medici a Diomede Carafa; oggi lo sappiamo dopo gli studi del prof. Francesco Caglioti. - La famiglia di Diomede Carafa, conte di Maddaloni. Caterina Farafalla dell'antico seggio di Portanuova era la mamma di Diomede; il papà quell'Antonio Carafa, detto Il Malizia, che del consiglio regio della regina Margherita di Durazzo faceva parte, e proseguì l...

Antonello da Messina a Napoli a Palazzo Zevallos: a volte ritornano.

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Ritratto Trivulzio presto a Napoli , 1476 La notizia è di quelle da far tremare  polsi degli amanti dell'arte: esposto a Napoli il ritratto d'uomo di Antonello da Messina, o ritratto Trivulzio, dal 5 dicembre a Palazzo Zevallos. La scarna rassegna stampa, parla oggi 23-nov. della mostra del celebre dipinto di Antonello da Messina, attraverso la collaborazione tra il museo torinese e quello napoletano. Fino al 1925 poco si sapeva di Antonello da Messina, se non quello che scriveva Giorgio Vasari: senza il passaggio a Napoli (a dire il vero un passaggio piuttosto complicato circa i segreti della pittura ad olio )  e la visione di una tavola di " Giovanni de Bruggia" ossia Jan van Eyck, che aveva mandato una tavola a Napoli, alla corte di Alfonso d'Aragona tramite banchieri fiorentini, Antonello non avrebbe deciso il suo successivo e decisivo viaggio di formazione nelle Fiandre. Alcuni studiosi contemporanei sono propensi a credere che quel viaggio non ci fu ...

Il più grande furto d'arte contemporaneo e la Grande Bellezza.

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Verona, Museo Civico di Castelvecchio, ore 20 di giovedì 19 novembre 2015. Entrano in tre, chiaramente vestiti di nero, fermano la cassiera, disarmano la guardia giurata e la bloccano con lo scotch. Si fanno portare davanti a 17 opere e diligentemente mettono a segno uno dei più grandi furti della storia dell'arte in Italia. Restano nel museo almeno un'ora e fuggono con l'auto del vigilante. Colpisce nell'elenco di 17 opere, la presenza di tanti unica della storia dell'arte. Quel fanciullo che mostra un ritratto schematico, di Giovan Francesco Caroto degli anni Venti del 1500, uno strano ritratto che qualche pediatra ha avanzato mostrare una malattia come la sindrome di Angelman o dalla deflagrata lezione leonardesca, chissà. Mantegna, Sacra Famiglia Quel fanciullo che mostra il disegno di un uomo, un vero disegno infantile, ci sorride beffardo. E non lo vedremo più. Comunque un unico eccezionale esempio di pittura, come quel ritratto di monaco benedett...

La musica del Gesù Nuovo: la prima leggenda metropolitan-mediatica contemporanea

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La notizia della presunta musica del Gesù Nuovo, incisa sulle belle pietre di piperno, inizia a circolare ufficialmente nel 2010 quando se ne occupa il giornale Il Mattino di Napoli, con la pubblicazione di un video e di un articolo che ne farebbe persino ascoltare la musica riprodotta dalle deduzioni di Vincenzo Di Pasquale, che dal 2005, inseguiva la ricerca sulla storica facciata e sui suoi segni. Nel 2011 esce il libro " L'enigma del Gesù" dove la stramba teoria pare dimostrata da ricerche svolte in Ungheria, e attraverso la decifrazione dall'Aramaico dei segni sopra i piperni.  Il libro è un susseguirsi di deduzioni, notazioni, presunte letture e codificazioni, e teorie che nulla hanno a che fare con la semplice realtà di segni dei mastri pipernieri che cavavano la materia. Nel giro di pochi mesi, la notizia fa il giro del web, viene rimbalzata massicciamente dai social,  seguono presentazioni del libro e improvvisamente, la notizia è acclarata non solo dal ...