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I giardini delle meraviglie: Villa Lante e Bomarzo (Vt)

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Due delle esperienze più importanti nell’idea del giardino all’Italiana, durante la seconda metà del 1500, sono distanti tra loro meno di 20 chilometri: non è un caso.  Il nostro viaggio sarà una scoperta della grande invenzione che le potenti famiglie nobili romane e soprattutto gli Orsini , effettuano nel territorio della Tuscia Meridionale che ha visto emergere, trai paesaggi più belli d'Italia,la creazione di grandiosi progetti da parte dei più grandi architetti rinascimentali. Villa Lante è uno splendido gioiello situato sulla collina del piccolo abitato di Bagnaia, sulla via Francigena. La proprietà della zona era solitamente affidata al vescovo de lla vicina e potente città papale di Viterbo; nel 1566 al grandioso architetto Jacopo Barozzi da Vignola , viene affidato il progetto di una villa delle delizie del cardinale Gianfrancesco Gambara. Nel corso del tempo, poichè la genesi del parco di Villa Lante è elaborata, ne viene fuori una delle più eleganti e armoniose...

Montecassino e Anagni: tra Papi e Abbazie

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Chiostro Bramante Partenza da Napoli (a/r granturismo) Arrivo (h.10 ca) all’Abbazia di Monteccasino , culla della civiltà cristiana occidentale. Visita alla ricostruita abbazia, vera araba fenice della Storia dopo le crudeli distruzioni del 1944. Chiostro Sangallo Tutto comincia nel 529 d.C. con San Benedetto da Norcia , passando all’abbate Desiderio (1071) che diede nuovo impulso alle arti chiamando frotte di artisti bizantini che ritroveremo ad Anagni, negli splendidi intarsi policromi della cattedrale, e che ci aiuterà ad immaginare lo splendore perduto della grandiosa Montecassino. Culla della scrittura, della religiosità e dell’arte occidentale. Visiteremo i chiostri ricostruiti sull’idea di Donato Bramante (chiostro e loggia del Paradiso), le statue di San Benedetto (1745) scampata miracolosamente al bombardamento, e ancora posizionata nel chiostro; saliremo verso il chiostro dei Benefattori attribuito ad Antonio Sangallo il Giovane (1513) adornato da 24 statu...

Quando partire non è una fuga, ma una ricerca

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Cappella Chigi, Sebastano del Piombo (Bernini e Raffaello e,...) Non sono le persone a fare i viaggi, ma col tempo, i viaggi fanno la persona.  Il modo di viaggiare soprattutto, dice molto di chiunque: partire, prendendo punti di riferimento di ciò che si vuole visitare e alloggiare dove capita più convenientemente. I nuovi mezzi ce lo permettono: possiamo acquistare una stanza fino all'ultimo minuto, ovunque. E poi lasciarci andare all'imprevisto, all'ignoto (anche interiore). L'inquietudine del quotidiano, della false certezze ormai crollate di lavori fissi e stabili, l'idea di produzione stessa del lavoro, e il poco tempo che riserviamo al nostro intimo rapporto col mondo, sono un fattore incessante di sofferenza. Viaggiare, con la Sindrome di Wanderlust che è un impulso irrefrenabile al movimento, al fluire della vita: ma non è fuga, è lo spirito e il desiderio di conoscere le forme vitali. Il viaggio di formazione del GrandTour italiano, le scoperte...

I capolavori di Caravaggio per una passeggiata romana

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Cappella Contarelli Questa nuova avventura ha i confini imprecisi del genio: quello di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Autore lombardo ma che in Lombardia non ha lasciato nulla, poichè la sua fortuna e il suo destino si compiono fatalmente a Roma nei pochi anni a cavallo tra la fine del 1500 e gli inizi del '600.  La sua vita tumultuosa ricostruita attraverso i testi, e le strade della sua vita, intorno a quel Campo Marzio che fu il teatro delle sue perdizioni e dei suoi capolavori. I tappa:  S.Luigi dei Francesi La chiesa della munifica Caterina dei Medici , oltre a copie di Raffaello di Guido Reni e opere del Domenichino che fece a Napoli la cupola della Cappella del Tesoro di S.Gennaro , possiede l'incredibile Cappella Contarelli , ove ormai defunto il cardinal Matteo, i suoi eredi per il Giubileo del 1600 affidano a Caravaggio tre dipinti della vita dell'omonimo santo. Tre composizioni esemplari che possono riassumere la vita e l'opera del genio nat...

Dimmi che Natività scegli e ti dirò chi sei

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Caravaggio, Natività 1609 Michelangelo Merisi da Caravaggio Natività con San Lorenzo e San Francesco (1609) Oltre alle luci e ombre del Sommo Caravaggio, ti rimane da riflettere sul fatto che la tela venne rubata forse da Cosa Nostra nel 1969 e da allora mai più ritrovata. Appena evaso da Malta, Caravaggio a Palermo fece questo splendido lavoro,  come sempre un pò in fuga: oltre a San Lorenzo e San Francesco che partecipano, San Giuseppe volge le spalle al pubblico per una chiacchiera. Il verde molto raro nelle opere caravaggesche qui compare, con una Madonna distesa e un pò malinconica attorniata da personaggi-viandanti-pellegrini. Plana dal cielo un angelo: dopotutto c'è bisogno di una rassicurante Gloria dall'Alto dei Cieli. Se hai scelto Caravaggio, hai scelto il nostro tempo. Luci, Ombre, fughe e rapimenti, e quel tanto di turbamento che ti pervade. Natività, Piero Della Francesca 1475 ca Piero Della Francesca Natività ( 1470-75 ca) Forse incompleta e ma...

Varcare la Porta Santa verso Ferdinando II re (3 gennaio a Roma)

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  Non è solo una questione di fede . E' anche una questione di fede ma anche di bellezza.  Comprende la storia millenaria, e un momento storico particolare: due Papi, un anno giubilare straordinario, una passeggiata nella veste barocca di Roma che riesca a convincerci non solo che "la bellezza salverà il mondo" ma anche che i nostri gesti simbolici sono i migliori auguri che noi stessi ci facciamo. Partenza da Napoli, ore 8. Cominciamo dalle ore 11.30 a varcare la Porta Santa di S.Pietro: la cerimonia ufficiale inizia nell'anno 1499 ad opera di Giovanni Burcardo , maestro cerimoniere di Alessandro VI, quel Rodrigo Borgia tanto discusso che pure diede grandioso impulso proprio al Giubileo. Molte cose sono cambiate da allora ( con Giovanni Paolo II nel giubileo dell'anno 2000 non si usa più il martello rituale per abbattere la porta ad esempio) . Passati dunque per il colonnato berniniano e attraversata la Porta Santa, ci accoglie immediatamente la Pietà ...

Il cavallo di bronzo di Donatello a Diomede Carafa: un impegnativo dono

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per l'immagine grazie: Ciro La Rosa La testa del cavallo di Diomede Carafa è tornata a casa restaurata, seppur nella versione copia di argilla che sostituì dopo la donazione degli eredi (1809) quella originale in bronzo. Completato il restauro, la copia è stata riposta al suo posto, nel cortile della dimora rinascimentale dei Conti di Maddaloni, in via San Biagio dei Librai. Nel 1471 la protome equina fu inviata a Napoli, opera di Donatello incompiuta per quel monumento equestre che Alfonso il Magnanimo non fece in tempo a farsi erigere per la splendida porta del Castel Nuovo. La regalò nientemeno che Lorenzo de' Medici a Diomede Carafa; oggi lo sappiamo dopo gli studi del prof. Francesco Caglioti. - La famiglia di Diomede Carafa, conte di Maddaloni. Caterina Farafalla dell'antico seggio di Portanuova era la mamma di Diomede; il papà quell'Antonio Carafa, detto Il Malizia, che del consiglio regio della regina Margherita di Durazzo faceva parte, e proseguì l...