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Fortuna 'a Bananara: la Kill Bill Partenopea

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Kill Banana, 2007 per gentile concessione dell'artista Fortuna ‘a Bananara è di fatto nell’immaginario dei napoletani: è finita sabato 7 aprile, ma sostava nel cuore dei partenopei da sempre col suo bancariello di banane e di ananas nella piazzetta di Montesano, crocevia di funicolare, metropolitana e Cumana. Qualunque napoletano della Pignasecca e oltre la può ricordare, anche grazie a numerosi articoli che la riguardano, come quello apparso nel 2012 sul Corriere del Mezzogiorno, quando allora 86enne, fu espropriata della sua attività di vendita di banane ed ananas, per ripristinare il “decoro pubblico”e finì col fare l'elemosina nella stessa strada. Intanto nel resto del mondo, nel 2003/4 veniva girato Kill Bill di Quentin Tarantino : un capolavoro di immaginario collettivo in cui l’attrice Uma Thurman , nei panni -anzi nella tutina gialla -   è ormai entrata nella nostra coscienza contemporanea ed in cui la vendetta è il vero centro del film. Kill Bana...

Il 700 abbandonato, la balaustra che guarda il mare di Torquato Tasso

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SS.Festo/Marcellino visti dalla balaustra SS.Severino/Sossio Alla fine dell’antico tracciato greco della città, quando la collina di Neapolis compie un salto di 18 metri prima di finire nel mare che oggi non riusciamo più a percepire, venne costruita nel 1700 una splendida balaustra che chiudeva lo slargo davanti alla bella chiesa dei SS.Severino e Sossio. La balaustra disastrata oggi Nella “regione dei platani” dove esisteva un boschetto dei grandi alberi, nel 902 d.C. vennero traslati i resti di San Severino nell’antichissimo convento delle monache basiliane di Santa Maria del Primo Cielo: il monastero benedettino dominava con la bella facciata uno degli ingressi più imponenti e monumentali alla città. Troppo strette trai vicoli, nei piccoli slarghi delle piazze e in generale compresse nel dedalo antico della città, le chiese di Napoli raramente possono essere ammirate per la bellezza delle loro facciate. Eccezione fa la “ la più bella ecclesia” dei Santi Severino e Sossi...

Storia contemporanea della Capa di Cavallo di Donatello a Napoli

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La testa Carafa al rientro al Mann Perdere e ritrovare una testa Quando nell’aprile 2016, io e il giornalista Giuseppe Caterino avemmo il permesso di girare al Museo Archeologico Nazionale la storia della testa del Cavallo Carafa, salimmo dal direttore P aolo Giulierini   che ci attendeva entusiasta e che promise immediatamente, come è possibile vedere dalle teche Rai della puntata di   Buongiorno Regione andata in onda il 14 maggio 2016   https://www.youtube.com/watch?v=jzrN_aLfyh8     che avrebbe fatto di tutto per ridare alla protome di Donatello tutta la dignità possibile.  Giuseppe Caterino ed io avevamo a lungo parlato tra un caffè e l’altro della possibilità di riportare a galla la storia del   “Palazzo della testa di bronzo”   che ogni napoletano conosce in via San Biagio dei Librai , e che oggi vede il restauro del suo magnifico portale rinascimentale dopo lo splendido cortile e gli interni. Fu Giuseppe ad insistere per occup...