"La leggerezza si associa con la precisione e la determinazione,non con la vaghezza e l'abbandono al caso" Italo Calvino

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28 giu 2011

Montedidio (Feltrinelli 2003 euro 5.40 , 142 pp)

E' un racconto, è una fiaba, è una lunga poesia. Sul quartiere più antico di Napoli, Montedidio, un adolescente scrive la sua storia su un rotolo di carta, un regalo del tipografo di quartiere un pò "rattuso".Ci si innamora di Napoli e delle persone che sopravvivono senza scarpe e soprattutto di Don Rafaniello con la gobba che racchiude le ali, e ripara gratis le scarpe a tutti; volerà un giorno e tornerà alla sua terra perchè : "Chi salirà nel monte di Dio? Chi ha le mani innocenti e il cuore puro." Chi si avvicina a Napoli, non può tralasciare questo splendido affresco, diventato uno spettacolo teatrale, che parla di vicoli e "d'ammore", di violenza e povertà, ma anche dell'infinita bellezza del dono.Il regalo di un "bumeràn" che non volerà mai, ma che per il protagonista è tutto il sogno dell'infanzia e della prima giovinezza. E in poche pagine, il libro restituisce a Napoli, il ritratto più umano e crudo, più feroce e toccante che le sia toccato negli ultimi anni.E gli spiriti che popolano l'aria, diventano gli amici di una carezza veloce.Fiaba e romanzo, perfetta sceneggiatura leggera: se la nottata deve passare, "A jurnata è 'nu muorzo". Semplicemente da non perdere.

17 giu 2011

Eva dorme (di Francesca Melandri; Mondadori 2010, 347 pp. Euro18)

Nell'anno dell'Unità, questo testo è una lunga memoria collettiva come lunga è l'Italia. Conoscevo a malapena gli eventi del Sudtirol, avevo però un'amica ladina... e mi faceva tenerezza quel suo accento come le montagne-dolomie: ne parlammo in un viaggio verso Strasburgo, di come la terra segni la parola. E questo Paese è lungo davvero moltissimo, e pieno di montagne e valli che chiudono-proteggono. Mi son tornati in mente i paesi arbëreshë dell'Italia meridionale; ci andai a fare foto... erano grati a Napoli perchè ha una piazza intitolata al loro poeta...
Lungo è il viaggio del libro che collega Nord e Sud di questo Stivale: ma cosa sono le minoranze se non le parti di un composito insieme, com'è il nostro Paese-Puzzle?
Eppoi Bologna, tra le tante stragi che il libro percorre in tutta la Storia di più generazioni... quello squarcio alla stazione: ho pensato alle stesse parole del testo quando ci sono stata la prima volta e dovevo raggiungere il museo protostorico,culla d'Etruria e del Villanoviano, e quel vetro trai muri mi pesava in petto con la lunga lista dei nomi di ignari passeggeri uccisi vilmente, mentre aspettavano i tempi della propria vita. Civiltà...non lo è, quando per affermare la ragione di molti, schiaccia i pochi; così ti viene da pensare ogni pagina che scorre di Eva Dorme.
L'immagine di Eva che riposa neonata tra le mele, è un pretesto per la storia di Francesca Melandri; auguro ogni bene a questo bellissimo libro che ha per pretesto la storia di "un paio di donne" e della loro tenacia: un'Eva al contrario che parla e pensa della sua venuta al mondo, e non certo nell'Eden.Dorme fra le mele come la più banale delle cose, senza peccato nè tentazione: semplicemente viva. La fragilità di un viaggio verso l'idea di una famiglia e di un padre non-biologico; Eva tra le mele, figlia di Gerda che lavora in un albergo "fabbrica" di turisti e l'ha messa al mondo senza padre e non senza sofferenza. Voleva ucciderla dapprima, ma non c'è riuscita. Un'immagine potente, Eva deposta in una cassetta di mele che fa tenerezza sotto quel banco di dolci  e Gerda madre, cui tutti rivolgono silenziosi sguardi, lavora giorno e notte per far vivere entrambe...
Oggi è un giorno speciale per scrivere una nota come questa.Speriamo bene per questi referenda.
Sono grata a Francesca perchè si scrivono tante cose, ma leggere storie che hanno un senso nel tempo in cui sono scritte, questa...è una rarità. Ciò che può fare un libro per molte battaglie è inenarrabile.
L'uomo col fucile è morto difronte alla penna: i soprusi che le donne han subito, Eva per prima in questa storia -la prima Eva o quella di sempre- quelli delle popolazioni brutalmente sottomesse all'idea di Nazione e per ogni minoranza, per ogni strage nominata, per ogni mutevole emozione nel cuore delle protagoniste, perchè non v'è costruzione della fantasia o illusione che regga difronte al sentire e immaginare cosa sente ogni persona nel dolore; tutto il sopruso dalla prima mela, insomma, finisce lì, quando leggi che una donna sola può sopportare tutto questo. "Eva dorme", oggi, prima c'è stata la sceneggiatura di Fantaghirò, che personalmente adoravo, e prima ancora Zoo con Cristina Comencini: la cultura cambia perchè ci son donne come la Melandri che pensano a donne come Eva...